Ubaldo Fadini

Docente all’università di Firenze, dove si occupa prevalentemente di estetica contemporanea e antropologia filosofica. Fa parte dei comitati di redazione e dei comitati scientifici di alcune riviste, tra le quali Aisthesis, Iride, Millepiani e Urban.  Ha tradotto e curato, tra l’altro, testi di T. Lessing, A. Gehlen, H. Plessner, P. Virilio, G. Deleuze. Tra le  pubblicazioni: Sviluppo tecnologico e identità personale (Dedalo 2000); Figure nel tempo. A partire da Deleuze/Bacon (Ombre corte 2003); Soggetti a rischio. Fenomenologie del contemporaneo (Città Aperta 2004); Le mappe del possibile. Per un’estetica della salute (Clinamen 2007); Il futuro al lavoro. Formazione ed eccentricità – di Rete – della soggettività contemporanea, in L. Demichelis G. Leghissa (a cura di), Biopolitiche del lavoro (Mimesis 2008); La vita eccentrica. Soggetti e saperi nel mondo della rete (Dedalo 2009); Il futuro incerto. Soggetti e istituzioni nella metamorfosi del contemporaneo (Ombre Corte 2013).

#Quando usiamo il termine comune, sul piano antropologico dobbiamo tenere conto che la sensibilità è ristretta, individuale dei soggetti. Da evitare la dialettica movimento/istituzione: il movimento è istituzione, perché la pratica viene prima della regola